L’isola dei Ciuchini a Uta, rifugio per animali bisognosi

 

di Mara Boi

 

Antonio Luigi Suella, per tutti Gigi, ci racconta di come è nata l’idea del suo rifugio. A suo bisnonno, grazie al merito di saper leggere e scrivere – che a quei tempi non era comune – era stato regalato un asino.

Lui lo affidò a sua figlia Ortensia (la nonna di Gigi), una bambina di soli otto anni che andava nelle case a macinare il grano e a svolgere altri lavoretti. 

Nonna Ortensia poi andò a lavorare in città ma il ricordo di questo magnifico animale restò sempre nel suo cuore e raccontava sovente di questa storia a suo nipote Luigi, che una volta adulto decise di comprare il suo primo asinello, con immensa gioia e commozione della sua nonnina.

Nel rifugio oggi sono presenti centinaia di animali diversi, ma i più numerosi sono senza dubbio gli asinelli.

Elitech di Franco Dalmonte - Bacheca digitale

 

 

È possibile entrare nel loro recinto, accarezzarli e spazzolarli. È molto importante rispettare gli animali ed evitare di infastidirli con un comportamento inappropriato.

Loro sono mansueti e docili, ma se spaventati potrebbero reagire con movimenti inaspettati.

Potrebbe sembrare ovvio, ma non per tutti lo è! I cartelli disseminati di qua e di là lo ricordano continuamente, così come Gigi e i suoi soci non si stancano mai di ripeterlo. Anche i botti delle feste possono spaventare gli ospiti del rifugio e per minimizzare il trauma si è ricorso ad un piccolo trucco, semplice ma geniale: abituarli ai rumori forti attraverso la musica! Anche di genere rock.

Le attività che si possono svolgere al rifugio sono diverse e tutte molto interessanti, dalla visita guidata all’ippoterapia.

Si possono fare fotografie e ci sono tante storie da scoprire. 

Alcuni animali sono stati salvati da morte certa, altri invece sono nati lì: «Noi lo facciamo con il cuore, ma ci sentiamo lasciati un po’ soli, e saremmo felici se altre persone si unissero al nostro progetto. Il lavoro da fare è tantissimo perché bisogna dare da mangiare e ripulire ogni giorno!». 

Facciamo un ultimo giro per visitare tutti gli animali che il terreno accoglie.

 

 

Ci sono esemplari unici come il cammello Caramello, un emù, i lama, un fagiano coloratissimo, dei pavoni, un suricato o un vecchio gallo padovano della bellezza di 11 anni.

Quando siamo andati via mi è sembrato quasi come se gli asinelli stessero piangendo per la nostra partenza…

Quale invito più toccante a tornare nell’isola dei Ciuchini?

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